Quando il futuro fa paura
Siamo in presenza di un paradosso quando due realtà che sembrano contraddirsi, se tenute insieme, rivelano una verità più profonda.
Ti racconto la storia legata alla nascita di uno specifico paradosso: James Stockdale fu un ammiraglio americano e prigioniero di guerra in Vietnam. Rimase prigioniero per anni, fu torturato ripetutamente e non aveva alcuna certezza su quando, o se, sarebbe stato liberato. Molti anni dopo, raccontò quell’esperienza nel libro In Love and War, scritto insieme alla moglie.
Jim Collins, studioso e autore americano, incontrò Stockdale mentre stava lavorando a Good to Great, un libro in cui cercava di rispondere a una domanda: che cosa permette ad alcune persone, gruppi o aziende di attraversare fasi difficili e costruire risultati solidi nel tempo?
Durante l’incontro, Stockdale disse a Collins:
“You must never confuse faith that you will prevail in the end, which you can never afford to lose, with the discipline to confront the most brutal facts of your current reality, whatever they might be.”
Non dobbiamo confondere la fiducia che alla fine riusciremo a farcela (una fiducia che non possiamo permetterci di perdere), con la capacità di guardare in faccia, senza negarli, i fatti più duri della realtà in cui ci troviamo.
Collins riportò queste parole nel suo libro e lo chiamò “il paradosso di Stockdale”, che oggi indica la capacità di guardare in faccia la realtà anche quando è durissima, senza perdere la fiducia profonda nella possibilità di attraversarla.
Non c’è paragone tra le circostanze estreme in cui è nata questa riflessione e le nostre vite quotidiane. Ma anche noi, nel nostro presente, a volte fatichiamo a tenere insieme lucidità e fiducia. Alcuni messaggi che ho ricevuto da diverse mamme raccontano proprio questa tensione.
“Quando penso al futuro dei miei figli mi auguro di essere forte abbastanza da sopportare e supportarli perché scelgano di vivere in un pezzetto di mondo dove la vita sarà sostenibile, anche se dovesse voler dire lontano da me. E poi fotografo insetti flora e fauna per quando saranno grandi e dirò vedete quando eravate piccoli c'erano ancora farfalle api e lucciole, ve le ricordate?” Elisa
“Da genitore oggi credo sia impossibile sentirsi davvero rassicurati. C'è una sensazione continua di instabilità: il clima, la velocità con cui cambia tutto, la violenza che entra nelle case attraverso gli schermi, l'idea che i bambini crescano in un mondo più duro e più stanco del nostro. Però allo stesso tempo penso che vivere nella paura costante non aiuti né noi né loro.” Francesca
“A me è iniziata una paura che non riesco a comprendere da dopo I’alluvione (sono di faenza, romagna... anche se non ho avuto una goccia in casa la mia mente è cambiata). Mi fa una paura pazzesca il cambiamento climatico, le guerre, i virus... so che sono cose che non posso controllare e cerco di vivere bene ogni giornata con i miei bambini perché quello si lo posso controllare.” Cristina
A volte cercare di non pensare è il modo che troviamo per continuare a funzionare, lavorare, occuparci dei nostri figli, non portare tutto il peso del mondo dentro casa. Ma forse, come genitori, possiamo chiederci se esista un modo per guardare questo tempo difficile senza farci schiacciare. Senza negare la realtà, ma anche senza lasciare che la paura diventi l’unica lente con cui immaginiamo il futuro.
È possibile guardare in faccia le avversità e allo stesso tempo mantenere la fiducia nel futuro, che è quando vivranno i nostri figli e figlie? Come?
Mi faccio questa domanda quasi ogni giorno e ho provato a rispondere nella newsletter. La trovi qui, parlo della fatica emotiva di crescere figli in un presente imprevedibile, di ansia e incertezza, di come informarsi senza restare travolti, di come parlare ai bambini senza spaventarli e di piccoli gesti che possono aiutarci a sentire che qualcosa, anche nel nostro piccolo, possiamo farlo.